Annaffiature e irrigazione glicine

Rampicanti

Annaffiature e irrigazione glicine

Il glicine è una pianta rampicante molto rustica

di Redazione

Annaffiature e irrigazione glicine

Quando si parla di piante rampicanti rustiche, una di quelle maggiormente diffuse all’interno del continente europeo è certamente rappresentata dal glicine. Il glicine, tra le sue principali caratteristiche, comprende sicuramente anche il fatto di essere estremamente semplice da coltivare. Nel momento in cui la pianta sta attraversando la prima fase di crescita, però, deve ricevere necessariamente tutte quelle cure che si destinano a qualsiasi altra pianta in tenera età. I terreni migliori per la coltivazione delle piante di glicine sono certamente quelli fertili e freschi, ma è altrettanto importante mettere in evidenza come le piante di glicine riescono in ogni caso a crescere anche in quei terreni estremamente sabbiosi, sassosi e poveri di sostanze organiche. L’unico limite a cui deve sottostare la coltivazione delle piante di glicine corrisponde ovviamente a tutti quei substrati eccessivamente calcarei, che sono poi i responsabili della diffusione di quella pericolosa malattia che prende il nome di clorosi. L’operazione della concimazione deve essere svolta almeno una o due volte nel corso dell’anno, provando ad impiegare dei concimi complessi, che dovrebbero sempre presentare al loro interno azoto, fosforo e potassio. Dopo un periodo pari a due o tre anni, quindi, nel momento in cui la pianta risulta essere ottimamente affrancata, ecco che le concimazioni azotate si possono ridurre notevolmente, fino ad arrivare a sospenderle del tutto, visto che nelle piante adulte è sufficiente utilizzare del concime con fosforo solamente una volta all’anno.

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Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti ideali del terreno per il glicine?
    Il glicine predilige terreni fertili, freschi e ben drenati. Tuttavia, è una pianta molto adattabile e riesce a vegetare anche in substrati sabbiosi, sassosi o poveri di sostanza organica. Attenzione fondamentale: il glicine soffre fortemente i terreni eccessivamente calcarei. L'eccesso di calce provoca infatti la clorosi ferrica, una patologia grave che causa ingiallimento fogliare e indebolisce la pianta, portando spesso alla sua morte. Per evitare problemi, assicurarsi che il pH del suolo sia neutro o leggermente acido.
  • Come si gestiscono le annaffiature durante la vita della pianta?
    La gestione dell'acqua varia in base all'età della pianta. Durante la prima fase di crescita, quando il glicine è giovane, richiede cure costanti e regolari per stabilizzare l'apparato radicale. Una volta che la pianta è ben affrancata (dopo circa due-tre anni), le esigenze idriche diminuiscono significativamente. Il glicine adulto tollera bene periodi di siccità moderata, purché il terreno non diventi completamente arido per lunghi periodi. È cruciale evitare i ristagni idrici, poiché le radici temono il marciume.
  • Quante volte e con quale concime va fertilizzato il glicine?
    Nelle prime fasi di sviluppo, la concimazione deve avvenire una o due volte all'anno utilizzando fertilizzanti complessi completi, contenenti azoto, fosforo e potassio, per favorire la crescita vegetativa. Dopo che la pianta ha raggiunto la maturità (circa 2-3 anni), è necessario modificare l'approccio: le somministrazioni di azoto vanno drasticamente ridotte o sospese del tutto, poiché un eccesso stimola solo le foglie a discapito dei fiori. Da questo punto in poi, basterà apportare annualmente un concime ricco esclusivamente di fosforo per incentivare la fioritura.
  • Perché il glicine può sviluppare la clorosi?
    La clorosi ferrica è la principale malattia del glicine ed è causata quasi esclusivamente dalla presenza di troppa calce nel terreno. Quando il pH è troppo alto, la pianta non riesce ad assorbire il ferro disponibile nel suolo, manifestando foglie gialle con nervature verdi. Questa carenza nutrizionale indebolisce la pianta, ne rallenta la crescita e può portare alla morte. Per prevenirlo, non piantare mai il glicine in terreni alcalini o calcarei. Se già presente, si può intervenire con chelati di ferro somministrati via fogliare o al suolo.

Scheda Tecnica

Wisteria sinensis / Wisteria floribunda

Nome scientificoWisteria sinensis / Wisteria floribunda
FamigliaFabacee (Leguminose)
Tipo di piantaRampicante deciduo
OrigineAsia orientale (Cina, Giappone)
EsposizionePieno sole
TerrenoFertile, drenante, evita calcare
IrrigazioneRegolare nei primi anni, ridotta dopo l'affrancamento
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
Altezza9-12 metri
ConcimazioneComplessa NPK iniziale, solo Fosforo annuale dopo 2-3 anni
PotaturaEstiva e invernale essenziali per la fioritura
MoltiplicazionePropaggine, talea o seme
Malattie e parassitiClorosi ferrica, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneFacile (se si evitano terreni calcarei)

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