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Piante

Calendula pianta officinale

La Calendula è una pianta ornamentale utilizzata soprattutto nelle composizione di fiori secchi in quanto la sua fioritura è molto breve. Necessita di terreni ricchi in potassio e fosforo e poveri in azoto, con scarse annaffiature.

di Redazione

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Calendula

La Calendula è una pianta che deve il suo nome alla caratteristica di fiorire un solo giorno del mese nel periodo estivo. L'etimologia della parola è infatti latina e indica il primo del mese. È una pianta ornamentale erbacea che si divide in due tipologie, annuale o perenne, soprattutto domestica che fornisce fiori gialli o arancio. Oltre all'utilizzo ornamentale viene impiegata anche nella medicina naturale, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e disinfettanti che combattono anche le punture degli insetti, con funzioni anche rilassanti per la parte offesa e cicatrizzanti. È scarsamente utilizzata nella preparazione di tisane per i suoi componenti in alcuni casi equiparabili ad effetti stupefacenti. Il suo habitat migliore prevede temperature tra i 15 e i 30°C, con una buona aerazione ed esposizione solare. Se intendete coltivarla dovrete predisporre dei terreni fertili ma leggeri, con un tasso d'umidità medio ma dotati di buon drenaggio. Nella lavorazione del terreno dovrete eliminare totalmente la crosta superficiale ed ammorbidire leggermente in profondità. Il terreno deve essere molto ricco di fosforo e potassio, e se necessario, arricchito in modo costante nel tempo. L'azoto invece non è molto tollerato, quindi è consigliato di ridurlo al minimo indispensabile. La semina si può effettuare in autunno e nei climi più freschi anche in primavera. Se il terreno è naturalmente umido e ben drenato, potrete evitare l'innaffiamento, se non in casi di stretta necessità se osservate delle anomalie dovute alla carenza d'acqua. La Calendula può essere seccata e usata come pianta ornamentale da composizione oltre la sua breve fioritura. Il fiore va seccato appena raccolto e brevemente ad una temperatura di circa 60°C, temperatura che deve essere abbassata non appena si sia eliminata l'acqua.

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Domande frequenti

  • Quali sono le proprietà medicinali principali della calendula?
    La calendula è ampiamente riconosciuta per le sue spiccate proprietà antinfiammatorie, disinfettanti e cicatrizzanti. Viene comunemente applicata esternamente per lenire irritazioni cutanee, trattare piccole ferite e alleviare il dolore e il gonfiore causati dalle punture di insetti. Grazie ai suoi effetti calmanti, favorisce la rigenerazione dei tessuti danneggiati. Tuttavia, nonostante questi benefici topici, il suo utilizzo interno sotto forma di tisane è sconsigliato o limitato, poiché alcuni componenti potrebbero avere effetti simili a quelli stupefacenti o indesiderati se assunti in modo improprio.
  • Come preparare correttamente il terreno per coltivare la calendula?
    Per una crescita ottimale, il terreno deve essere fertile ma leggero, garantendo un eccellente drenaggio per evitare ristagni idrici che potrebbero danneggiare le radici. Prima della semina, è fondamentale lavorare il suolo eliminando la crosta superficiale dura e ammorbidendo lo strato sottostante. La composizione ideale richiede un alto contenuto di fosforo e potassio, nutrienti essenziali per la fioritura. Al contrario, bisogna prestare attenzione a limitare l'apporto di azoto, poiché la pianta ne tollera poco e un eccesso potrebbe favorire la vegetazione a discapito dei fiori.
  • Quando e come effettuare la semina della calendula?
    La semina della calendula può essere effettuata principalmente in autunno, permettendo alla pianta di stabilirsi prima del caldo estivo. Nei climi caratterizzati da inverni particolarmente freddi, è preferibile posticipare la semina alla primavera, quando le temperature iniziano a mitigarsi. La pianta predilige esposizioni soleggiate e ben aerate, con temperature ideali comprese tra i 15 e i 30°C. Una volta piantati i semi, basterà mantenere il terreno moderatamente umido fino alla germinazione, evitando poi irrigazioni abbondanti.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare la calendula?
    La calendula richiede irrigazioni scarse e solo quando strettamente necessarie. Se il terreno è naturalmente umido e presenta un buon drenaggio, la pianta può spesso farne a meno. Bisogna intervenire esclusivamente in caso di prolungata siccità o se si osservano segni evidenti di stress idrico, come appassimento delle foglie. L'eccesso di acqua è più dannoso della mancanza, poiché la radice teme i ristagni. Mantenere il substrato fresco ma non zuppo garantisce una fioritura sana e duratura.
  • Come essiccare i fiori di calendula per composizioni floreali?
    I fiori di calendula possono essere utilizzati per composizioni secche grazie alla loro longevità dopo la raccolta. Per preservarne colore e forma, è essenziale raccoglierli e processarli immediatamente. Il metodo consigliato prevede l'essiccazione a breve termine a una temperatura controllata di circa 60°C. Questa fase iniziale serve a rimuovere rapidamente l'umidità residua. Non appena l'acqua è evaporata, la temperatura deve essere abbassata per completare l'asciugatura delicatamente, evitando così che i petali diventino fragili o scoloriscano prematuramente.

Scheda Tecnica

FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaErbacea annuale o perenne
OrigineMediorientale/Europea
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaNon specifica
TerrenoFertile, leggero, ben drenato, ricco di fosforo e potassio, povero di azoto
IrrigazioneScarsa, solo se necessario; evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaNon specifica
ConcimazioneRicco di fosforo e potassio; ridurre l'azoto al minimo
PotaturaNon specifica
MoltiplicazioneSemina (autunno o primavera)
Malattie e parassitiNon specifiche
Difficoltà di coltivazioneFacile

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