Calendula-15

Piante

Come si coltiva la calendula

La calendula è un'erbacea dalle belle infiorescenze che può essere coltivata anche in vaso, purché in esterno, dove può ricevere abbondanti esposizioni.

di Redazione

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Calendula-15

La calendula deve il suo nome alla locuzione latina che indica il primo giorno del calendario, per la sua caratteristica di fiorire una volta al mese, da primavera fino all'autunno. È una pianta erbacea molto rustica, un fiore di campo che cresce spontaneamente sui lati delle strade o nei campi piantati ad ulivo, comunque in tutto il bacino del Mediterraneo di cui è originaria. Parte della famiglia delle Astaraceae, vede classificate una ventina di diverse specie molto gradite per le loro infiorescenze giallo-arancio che possono essere perenni, annuali o biennali che crescono fino a circa 500 metri di quota. Dalle radici a fittone si sviluppa il fusto dritto, non molto alto, di massimo mezzo metro, dotato di foglie alterne semplici più che altro basali. Come tutti i fiori di campo la calendula necessita di climi caldi e buone esposizioni solari, con un'ottima resistenza a temperature anche elevate. Non riescono a crescere di fatti in appartamento, in quanto devono ricevere parecchia luce ma le si può coltivare in vasi poste sui balconi. Il terreno deve essere leggero e ben zappettato, con un drenaggio perfetto in quanto la pianta non sopporta assolutamente i ristagni e il marciume. Questo anche in considerazione dell'abbondante apporto idrico che la calendula richiede. Il suolo deve essere fertile, concimato frequentemente con prodotti liquidi a basi potassiche e minerali, ma poveri di azoto, che incidono sulla crescita delle foglie svantaggiando l'apporto energetico nutritivo dei fiori. Il terreno deve essere mantenuto leggermente umido, mentre la semina primaverile deve essere effettuata a temperature di almeno 15 gradi.

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Domande frequenti

  • Perché la calendula non prospera in casa?
    La calendula è una pianta di campo che necessita di moltissima luce diretta per svilupparsi correttamente. In ambiente domestico, specialmente lontano da finestre soleggiate, non riceve abbastanza energia luminosa, impedendo la corretta fotosintesi e la fioritura. Per questo motivo, anche se resistente, non è adatta alla coltivazione in interni chiusi. L'unica eccezione possibile è collocarla su balconi esposti a sud o terrazzi molto luminosi, dove possa assorbire le radiazioni solari necessarie per mantenere il suo ciclo vitale e produrre i tipici fiori giallo-arancio.
  • Come preparare il terreno per la semina?
    Il substrato ideale deve essere leggero e ben lavorato preventivamente con una zappa per garantire un'aerazione ottimale. La caratteristica fondamentale è un drenaggio perfetto: la calendula non tollera affatto i ristagni idrici, che causano rapidamente il marciume radicale. Prima della semina, è consigliabile arricchire il suolo con prodotti liquidi specifici ricchi di potassio e elementi minerali, evitando invece fertilizzanti azotati che favorirebbero eccessivamente lo sviluppo fogliare a scapito della produzione floreale. Mantenere il terreno leggermente umido durante la fase iniziale è essenziale per la germinazione.
  • Quando e come effettuare la semina?
    La semina della calendula va effettuata in primavera, quando le temperature ambientali hanno superato stabilmente i 15 gradi Celsius. Questo parametro termico è cruciale per attivare la germinazione dei semi. Una volta interrati, i semi necessitano di un terreno costantemente leggermente umido per germogliare. La pianta è piuttosto rustica e si adatta bene alle condizioni estive mediterranee, fiorendo poi continuativamente da primavera fino all'autunno grazie alla sua capacità di produrre nuovi fiori mensilmente, da qui il suo nome legato al calendario.
  • Qual è il corretto regime di irrigazione?
    Nonostante ami il caldo, la calendula richiede un apporto idrico abbondante e regolare per sostenere la sua vigorosa fioritura estiva. Tuttavia, c'è un equilibrio delicato da rispettare: il terreno deve rimanere leggermente umido ma mai zuppo. L'eccesso di acqua è il nemico principale, poiché provoca il marciume delle radici a fittone. Assicurati quindi che il vaso o il letto di terra abbiano fori di drenaggio efficaci e evita di lasciare acqua stagnante nei sottovasi. Irriga quando la superficie del substrato inizia ad asciugare, garantendo sempre una buona circolazione dell'acqua attraverso il terreno.

Scheda Tecnica

FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaErbacea annuale/biennale/perenne
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoLeggero, fertile, ben drenato
IrrigazioneAbbondante, mantenere umido
FiorituraPrimavera-Autunno
AltezzaFino a 50 cm
ConcimazioneLiquida, ricca di potassio, povera di azoto
MoltiplicazioneSemina primaverile (min. 15°C)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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