Primula vulgaris
Quando si parla della primula, il riferimento è indubbiamente ad uno dei fiori di campo che vanno maggiormente a colorare i prati appena la natura si risveglia con l’arrivo della stagione primaverile. Infatti, già a partire dal nome si può senz’altro comprendere alla perfezione quale sia la caratteristica principale di questi fiori, ovvero il fatto di essere decisamente precoci. Infatti, in gran parte dei casi, le primule si caratterizzano già per spuntare durante l’inverno, ancora quando le distese verdi risultano ancora innevate, ma la fioritura prosegue addirittura fino alla seconda parte della primavera. Interessante mettere in evidenza come le principali specie ibride si caratterizzano per un grado di delicatezza decisamente maggiore, che le porta a fioritura qualche tempo dopo gli ultimi freddi: ecco spiegato il motivo per cui, in tantissime occasioni, la loro coltivazione avviene all’interno di particolari vivai e vengono trattate esattamente come delle piante annuali. Inoltre, gran parte delle specie ibride si caratterizzano per poter essere forzabili con grande facilità all’interno dei vivai in cui vengono poste e, di conseguenza, c’è la possibilità di trovare delle primule, dalle ridotte dimensioni ma molto colorate, già nel corso del mese di gennaio, la cui fioritura si spinge fino al mese di aprile o a quello di maggio. Tra le varie tipologie di primule, quella più comune è sicuramente rappresentata dalla Primula Vulgaris, che si caratterizza per essere quella che si può trovare più frequentemente nei boschi e nei campi della penisola italiana.